Molto più che una mimosa

8 marzo, il giorno delle donne. Bambine, ragazze, nonne, mamme. Hanno una marcia in più? Molte, credo. L’umanità, per esempio, il rispetto per gli altri, la capacità di empatia. Purtroppo, sono capaci anche del contrario e divengono l’esatta negazione di tutto questo. Non c’è nulla di più deprecabile di una donna contro un’altra donna. Voglio scrivere di questo per dare un senso all’ 8 marzo 2019, raccontando, dati alla mano, di una donna, divenuta Ministro grazie ai voti di tante donne, tante mamme che avevano creduto in lei, sostenendola fino alla sua elezione. Perché la sostenevano? Perché, parlando di una brutta legge del 2017 che imponeva in Italia, unico paese al mondo, 10 vaccini obbligatori, e purtroppo non sicuri ma, come recitano gli stessi bugiardini, “a monitoraggio addizionale”, vale a dire sperimentali, ebbene, la nostra donna passionaria e, allora, all’opposizione in Parlamento dichiarava “la libertà non è qualcosa che si può togliere con dieci righe su un foglio di carta”. E aveva proprio ragione, perché la nostra Costituzione prevede la libertà di cura, oltre che di scelta e di pensiero. La stessa bella e libera deputata, da medico quale era, scriveva pure, su una controproposta di legge: “Recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie”. Le mamme consapevoli, allora, visto tanto zelo e preparazione, l’hanno votata, e oggi lei è Ministro della Salute. Ma, appena insediata, le industrie farmaceutiche hanno avuto la meglio e, in un voltafaccia clamoroso, la bionda ministra, ribadendo l’obbligo ha dichiarato in un’intervista che “di vaccino non è mai morto nessuno”. Adesso, da donna, medico e Onorevole, non può non sapere che, secondo il dato ufficiale del Senato, i morti o danneggiati gravemente da vaccino sono diverse migliaia? e sono risarciti dalla legge 210 del 1992.
Questo è stato un grande schiaffo di una donna a tante altre. Ma un’altra donna, una delle tante il cui figlio è gravemente danneggiato dal vaccino obbligatorio mpr, ha raccontato la sua storia, e quella di tante famiglie simili, in un libro pubblicato dalla Marlin, un’importante casa editrice, dal titolo “L’ombra di te”, che sarà in libreria da metà marzo, quest’ideale mese della donna. Lei si chiama Valentina Rocca Trincucci, e allo schiaffo reagirà con un dono. Porterà, con una delegazione di altri genitori che la Ministra riceverà a maggio, il suo libro, come un regalo di luce e di dolore, da donna a donna, da madre incorruttibile a  madre cambiata dalle logiche della politica. Molto più che una mimosa.

Tjuna Notarbartolo

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