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LA CLASSE – Ritratto di uno di noi

Il 15 ottobre il Teatro Bellini inaugura la nuova stagione teatrale con La Classe- Ritratto di uno di noi, uno spettacolo della Bellini Teatro Factory, che sarà in scena fino al 20 ottobre.

Per  la nuova stagione teatrale riserviamo ai vostri soci e ai loro accompagnatori l’acquisto del biglietto per La Classe al prezzo di 8 euro.

Per dare il benvenuto al nostro pubblico alla nuova stagione teatrale riserviamo ai soci CRAL e ai loro accompagnatori l’acquisto del biglietto per La Classe al prezzo di 8 euro

LA CLASSE

Ritratto di uno di noi

dal 15 al 20 ottobre

di Francesco Ferrara

con Andrea Liotti, Arianna Sorrentino, Chiara Celotto, Claudia D’Avanzo, Eleonora Longobardi, Luigi Leone, Luigi Adimari, Manuel Severino, Maria Francesca Duilio, Michele Ferrantino, Rosita Chiodero, Salvatore Cutrì, Salvatore Nicolella, Simone Mazzella

regia Gabriele Russo
aiuto regia Salvatore Scotto D’Apollonia

uno spettacolo della Bellini Teatro Factory

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

La Classe conduce il pubblico all’interno di un’aula di recitazione nella quale quattordici allievi attori preparano uno spettacolo che racconta la vita di Anders Behring Breivik, l’attentatore norvegese che il 22 luglio del 2011 ha provocato la morte di 77 connazionali. Spiamo le prove, ne origliamo le discussioni, ridiamo della loro leggerezza, ma soprattutto li seguiamo in un tentativo, forse maldestro, di mettersi a nudo di fronte ad un argomento oscuro e indecifrabile quale è il delirio di un uomo che ha ritenuto necessario il massacro di decine di giovani vite. Se così è, allora gli attori in scena non sono più soltanto attori, ma anche qualcosa di più, o di diverso, o di analogo, diventano individui a confronto con il presente, esseri umani alla ricerca di risposte e uomini posti di fronte ad una realtà che non riescono ad “interpretare”. Quando ho ricevuto l’invito da parte del Napoli Teatro Festival, ho fin da subito respinto l’idea di rinchiudere gli allievi della Bellini Teatro Factory in un contenitore rassicurante in cui mostrare le proprie abilità tecniche. Al contrario ho ritenuto necessario affrontare la fatica e il rischio di una creazione originale che in qualche modo li riguardasse come attori e come individui. Anche per questo motivo ho voluto che portassero in scena loro stessi, e non un personaggio altro, in un continuo cortocircuito tra realtà e finzione.

Gabriele Russo

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