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La bellezza nelle icone

do not worship the painted face but ascend to its very Prototype” (St. Basil the Great)

Per affrontare questo tema è prioritario focalizzare questo concetto anzitutto: l’icona nasce da una preghiera, per ispirare e guidare alla preghiera affinché mente, anima e corpo possano focalizzarsi su Dio e contemplarlo nel suo mistero di salvezza. Nate per la liturgia, le icone servono la Chiesa, per servire alla cristianità; in esse, ogni elemento è modellato per penetrare e rivelare i dogmi della fede.

Ne deriva quindi che il concetto di bellezza da esse espresse non si rivolge alla materialità del mondo naturale e quindi ai sensi, ma a quello spirituale dell’anima. Per far ciò, la Chiesa ha stabilito forme e grammatiche che attraverso i secoli hanno avuto la capacità di mantenere intatta la forza comunicativa e contemplativa insita nelle immagini “inspirate” e nelle quali la benedizione e l’imposizione del nome conferiscono quella virtù benedicente che è propria dei sacramentali. Per essere strumento di santificazione, comunicare all’anima più che accedere ai sensi, esse devono parlare al profondo di ognuno, ecco così che seppur prende in prestito il linguaggio pittorico-artistico, la solennità dei volti, la presenza dell’oro,  la particolare costruzione dello spazio, della luce e del tempo (dove tutto è pacato persino in rappresentazioni fortemente tragiche come la deposizione o la crocifissione ad esempio), nonché quella caratteristica maniera di costruire la figura corporea (soprattutto i volti) la discostano totalmente dall’essere mero prodotto artistico per riportarla in quella dimensione spirituale che le è propria. Ma tutto questo ancora non basta, perché senza lo Spirito Santo nulla di quanto detto finora corrisponderebbe al vero. È lo Spirito Santo che plasma e guida l’iconografo nel suo essere “scrittore”; ne consegue dunque che nulla di ciò che costui imprime sulla tavola è frutto di un capriccio artistico. Egli non esprime se stesso, ne celebra la sua maestria artistica; ciò che rappresenta non è nulla di arbitrario o personale, al contrario personalità e fantasia devono cedere il passo affinché emerga la verità della fede stabilita dal dogma cristiano cattolico.

 Per un così alto servizio, pertanto, ogni materiale deve essere nobile e provenire dalla natura che Dio ci ha dato. Ecco allora l’uso del legno, del gesso, e dei colori meravigliosi delle terre naturali e le pietre preziose, tutti sapientemente lavorati e disposti per la realizzazione di immagini che faranno da “finestra sul mondo dell’Invisibile”.

FONTE: www.cleliascalzone.it

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