SALA D’ATTESA

La storia si svolge nella sala d’attesa di un importante azienda, la “Dream Agency”, che produce giovani artisti. Qui si incontrano e si scontrano le vite di due uomini: un poeta ed uno sceneggiatore, due persone di trent’anni circa, diverse tra loro per temperamento e storia. Giulio, longilineo ed algido personaggio. La sua infanzia è stata segnata traumaticamente da una
serie di lutti che hanno oltremodo accentuato il suo temperamento schizoide, bulimico e snob, convergendo tutte le sue energie nel conseguimento del suo primario obiettivo: quello di diventare un grande poeta. Camillo, l’altro personaggio, timido, soprappeso, goffo ed impacciato, invece ha lasciato le impronte dei suoi passi incerti in un vago itinerario di cose incompiute e abbandonate; vive, figlio unico, con i genitori, eccessivamente protettivi nei suoi riguardi. Giulio e Camillo si ritrovano giorno dopo giorno, loro malgrado, ad aspettare il fatidico colloquio con il produttore che potrà cambiare il corso della loro vita artistica e personale. Il produttore, o perché impegnato ad assistere ad anteprime di improbabili soap opere o perché colto da
improvvise, quanto vaghe, intossicazioni alimentari, rimanda di volta in volta l’incontro facendo annunciare i continui rinvii alla sua segretaria, personaggio del quale conosciamo solo la voce, filtrata, probabilmente, attraverso un interfono e che ci svelerà, attraverso le confessioni che avvengono durante la storia, una condizione che cede il passo alla sua paura di vivere.
I due malcapitati da una primigenia timidezza e diffidenza, con evidenti, pur anche sfumate, tracce di schizofrenia, passano ad una confidenza sempre maggiore scoprendosi a parlare di sogni, incertezze, illusioni, delusioni fino a confessarsi manie e preoccupanti linee d’ombra della propria lacerata personalità. Camillo e Giulio da una leggerezza venata da humor si ritrovano a dar vita man mano a conversazioni i cui temi sono sempre più ruvidi. Il tutto letto in maniera lieve, con battute e sprazzi di stralunata comicità, tra una partita di sottomuro con le monetine ed il ricordo di un’infanzia segnata dal dolore, tra “merende Kolossal” e la preoccupazione per un futuro ricco di incertezze. Verso l’incontro finale con il produttore che avverrà nella penultima scena. Nel finale ritroveremo Giulio e Camillo cinque anni dopo in un fortuito rincontrarsi carico degli imbarazzi e delle incertezze che, a quanto pare, non sono riusciti a lasciarsi alle spalle.

Costi riservati ai soci del CRAL LUIGI VANVITELLI

Per info e prenotazione contattare la segreteria: Tel.081 189 200 28 – Cell. +39 375 527 66 78

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