SMAU

AGRIFOOD: COME L’INNOVAZIONE TUTELA E VALORIZZA IL MADE IN ITALY

Secondo i dati dell’osservatorio del Polimi, il valore del mercato italiano per la cosiddetta Agricoltura 4.0 è stimato essere circa di 100 milioni di euro, il 2,5% di quello mondiale (dati 2017, osservatorio Smart Agrifood).
Gli Stati Uniti e l’Europa, con il 49% ed il 29% rispettivamente, sono le aree con la più elevata densità di startup sull’agricoltura, con investimenti destinati prevalentemente a tecnologie Big Data e internet delle cose, il monitoraggio da remoto dei terreni e la gestione dei processi in tempo reale.

SPECIALE OPEN INNOVATION CLUB

Food Forward: il primo acceleratore corporate per il foodtech

Filiera del food e player dell’innovazione uniti per fare di Milano un Hub internazionale dell’innovazione nel settore food e retail. FoodForward è un programma di accelerazione dedicato ai progetti innovativi e startup del settore food e retail che nasce dalle tre aziende partner Amadori, Cereal Docks e Gruppo Finiper, dall’incubatore Digital Magics, dal fondo Venture Capital Innogest, dall’istituzione Federalimentare Giovani e da Seeds&Chips.

Ce ne parla, ai microfoni di Smau TV, Gianluca Giovannetti, Direttore Centrale Innovazione e Servizi Business di Amadori.

CASE HISTORY

Tracciabilità e sicurezza alimentare grazie alla tecnologia blockchain

Carrefour, la prima GDO in Italia che utilizza la blockchain per tracciare gli alimenti di qualità

Giovanni Panzeri, Direttore MDD Carrefour Italia: “La filiera del pollo tracciata con la blockchain è solo l’inizio. Come gruppo Carrefour stiamo già lavorando per creare un sistema blockchain di proprietà per tracciare le principali filiere agroalimentari”.

L’azienda
Il Gruppo Carrefour, primo distributore in Europa e secondo nel Mondo, con una cifra d’affari pari a 5,51 Mld euro (2017), opera in Italia con 1.076 punti vendita suddivisi in 52 Ipermercati Carrefour (di cui 1 franchising), 407 Supermercati Carrefour Market (di cui 217 diretti e 190 franchising), 601 punti vendita di prossimità Carrefour Express (di cui 181 diretti e 420 franchising) , 13 Cash and Carry (Docks Market e GrossIper) e 3 punti vendita Supeco. Carrefour presente in 18 regioni, impiega in Italia oltre 20.000 collaboratori impegnati quotidianamente nell’offrire i migliori servizi ai clienti, ed è una delle realtà della distribuzione più capillari sul territorio italiano.

L’idea in breve
Carrefour Italia è la prima GDO in Italia ad applicare la tecnologia blockchain alla tracciabilità dei beni alimentari. La tracciabilità digitale dell’intera filiera del pollo allevato all’aperto e senza antibiotici, in maniera trasparente e consultabile anche dal consumatore finale è pienamente operativa da settembre 2018 e riguarda 29 allevamenti, 2 mangimifici e 1 macello. Carrefour ha anche annunciato che la prossima filiera ad essere tracciata con la tecnologia blockchain sarà quella degli agrumi a marchio proprio.

La qualità tracciata grazie alla blockchain
Le richieste del consumatore e la rinnovata attenzione alla provenienza dei prodotti impone agli operatori del settore un impegno sempre maggiore verso la trasparenza delle informazioni e la qualità dell’origine dei prodotti. La tecnologia blockchain è uno strumento fondamentale in questa direzione, perché permette al consumatore di verificare direttamente e in tempo reale le informazioni legate alla filiera del prodotto, dall’origine sino all’arrivo al punto vendita.
Attraverso un QR Code, è possibile consultare le informazioni relative al prodotto acquistato e esaminare i dati mappati grazie a un’interfaccia molto intuitiva e facilmente accessibile a tutti. La tecnologia blockchain garantisce l’immutabilità del dato registrato e garantisce lo storico delle informazioni del prodotto di filiera.
Ciascun componente della supply chain alimentare (produttori, trasformatori e distributori) può fornire informazioni – mai più modificabili da nessuno – di tracciabilità su ciascun lotto di prodotto.
Il consumatore, grazie alla fotocamera del proprio smartphone, è in grado di leggere il codice sulla confezione del pollo. Accede così a un portale web sul quale trova tutte le informazioni relative a quel prodotto: il luogo e il modo di allevamento, il nome dell’allevatore, il mangime somministrato, l’assenza di trattamento (senza antibiotici, ad esempio), il luogo di macellazione e le modalità di trasporto.
La strategia
L’utilizzo della blockchain è parte della strategia avviata nel 1992 in Francia e nel 2001 in Italia, che ha introdotto il nuovo marchio Carrefour “Filiere Qualità”, ed è uno degli strumenti che il Gruppo sta implementando per raggiungere l’obiettivo di lungo periodo, inserito nel piano strategico Carrefour 2022, di diventare leader mondiale nella transizione alimentare, un cambiamento necessario.  La tracciabilità della filiera rappresenta un’assunzione di responsabilità verso i clienti e un nuovo passo verso la totale trasparenza.
La blockchain ha già registrato una risposta positiva in Francia, dove Carrefour ha adottato la tecnologia qualche mesi fa, cominciando dalla filiera del pollo d`Auvergne per poi allargarsi al pomodoro Marmande. In Italia, la prima applicazione sul pollo è sugli scaffali da pochi giorni. In base ai risultati raggiunti, potranno partire nuove sperimentazioni, la prima delle quali coinvolgerà la filiera degli agrumi

Benefici
Per i consumatori i benefici sono evidenti: la massima trasparenza della filiera garantisce la qualità e l’origine di un prodotto alimentare. Per gli allevatori c’è la possibilità di migliorare la produzione e puntare sull’immagine dell’azienda, attribuendo ai propri prodotti un valore aggiunto di grande impatto comunicativo. Per la grande distribuzione, i vantaggi sono notevoli sia in termini di organizzazione e tracciamento dei fornitori, sia per la condivisione con tutti i partner della filiera di un database sicuro. Certamente l’aspetto predominante è però l’attenzione alla qualità e la certezza di fornire ai propri clienti prodotti sicuri e certificati.

L’impresa siciliana propone sistemi di irrigazione “abbinati” a un’app per il monitoraggio delle colture. Di recente si è aperta alla produzione di bioreattori per lo smaltimento della C02 attraverso la coltivazione algale.

Plastica Alfa: nuove coltivazioni per smaltire la CO2

Jasmine Pace: “Ora il nostro sogno è quello di creare un acceleratore al servizio delle startup

L’idea in breve

Utilizzare le coltivazioni algali, come strumenti per “smaltire” la Co2, prodotta da aziende inquinanti: questa l’ultima sfida di Plastica Alfa, impresa di Caltagirone che ha negli ultimi anni ha saputo imprimere un’impronta green alla propria produzione. La coltivazione avviene attraverso un impianto composto da tubi trasparenti in grado di captare l’anidride carbonica per far crescere una microalga destinata ai settori della nutraceutica, della farmaceutica e della cosmetica.

Il funzionamento

Le colture algali consumano in media due kg di anidride carbonica per ogni kg di biomassa algale prodotta. Ecco che la coltivazione delle alghe su larga scala può rispondere al contempo al problema di smaltire la C02 e alla domanda crescente di questo tipo di prodotti che arriva sul mercato: si pensi ad esempio alla crescente diffusione di integratori alimentari che “sfruttano” le proprietà benefiche di diversi tipi di alghe come la Spirulina o la Chlorella. Non solo: le microalghe, per le loro straordinarie proprietà, sono già oggi un prodotto destinato alla produzione di antibiotici, antivirali, antiossidanti ed immunostimolanti. Il bioreattore realizzato da Plastica Alfa, che favorisce lo sviluppo di processi biochimici di fotosintesi, è stato realizzato all’interno di un progetto di ricerca che ha visto il coinvolgimento di una rete di imprese e enti di ricerca come il CNR e le Università di Palermo, Catania e Messina. I sistemi a base polimerica sviluppati per questo tipo di coltivazione sono additivati con specifiche nanocariche in grado di aumentare la resistenza alla degradazione fotochimica dovuta alla prolungata esposizione all’irraggiamento solare negli anni. Il fotobioreattore deve infatti garantire nel tempo una adeguata trasparenza per permettere alla radiazione luminosa di raggiungere la coltura algale in crescita.

La sfida dell’IoT

Plastica Alfa è un’impresa capace di evolvere continuamente e rispondere alla domanda del mercato diversificando la sua produzione e la sua proposta. Alla specializzazione inziale nel settore agricolo con la produzione di componenti per gli impianti di irrigazione ha poi abbinato una produzione di reti termoidrauliche e reti idriche che si è affianca a quella iniziale delle reti irrigue. Oggi il catalogo dell’azienda conta ben 6500 diversi articoli, fra cui anche molti prodotti che nascono dall’attività di ricerca dell’azienda e che consentono di ridurre l’impatto ambientale, come i sistemi filtranti delle microparticelle: sviluppati inizialmente per gli impianti di irrigazione hanno poi trovato applicazione nell’industria chimica. Di recente l’azienda si è aperta alla sfida IoT: oggi la proposta degli impianti di irrigazione si integra con la proposta di un’app collegata a una rete di sensori diffusi che consente all’agricoltore di monitorare attraverso il proprio tablet lo stato di ogni lotto del terreno. La grande apertura al cambiamento mostrata da Plastica Alfa ha portato l’azienda a scegliere di intraprendere una nuova sfida, in chiave Open Innovation: “Abbiamo messo a punto un progetto per creare un acceleratore destinato a imprese che operano nell’agrifood”, spiega la direttrice generale Jasmine Pace. Pur avendo una solida divisione interna di R&D  Plastica Alfa ha deciso di iniziare questo nuovo cammino a partire dalla convinzione che lo scambio con le startup possa portare un grande valore aggiunto.

I benefici

La coltivazione delle alghe trasforma la C02, generalmente considerata un costo in termini ambientali in una risorsa. Si riduce così l’inquinamento e al contempo si aprono nuove prospettive per il settore agricolo, dal momento che questo tipo di coltivazione, ancora poco diffuso nel nostro Paese, presenta enormi potenzialità e forti prospettive di sviluppo della domanda da parte del mercato.

 L’azienda

Nata nell’1983 dall’esperienza di Mario Pace, progettista di impianti di irrigazione che aveva ideato innovativi sistemi di microirrigazione, Plastica Alfa si apre ben presto ai mercati esteri: già nel 1987 l’azienda entra nei mercati internazionali con la prima linea di valvoline a cilindro e valvoline in sfera di plastica dedicate all’irrigazione. Oggi Plastica Alfa esporta in ben 80 paesi nel mondo.

Quando innovazione e tecnologia fanno l’azienda biologica

L’azienda di insalate che esporta oltre il 90 per cento

Alessia Barduca: “Puntiamo all’economia circolare per arrivare a zero sprechi e zero emissioni”

L’idea in breve
Dall’impianto di compostaggio che riutilizza gli scarti del raccolto al trattore “intelligente”, passando per l’impianto fotovoltaico che “nutre” l’azienda produttiva con fonti rinnovabili, l’obiettivo delle sorelle Barduca si riassume in tre parole: biologico, sano e sostenibile.

La sede produttiva
Negli anni ’80 Francesco Barduca fu uno dei primi a trasformare i suoi prodotti agricoli, prevalentemente insalate, in quarta gamma (prodotti lavati e confezionati). Oggi i due impianti di lavaggio hanno particolari strutturali diversi perché sono specifici per lavare ed asciugare ortaggi con caratteristiche fogliari differenti. In entrambi i casi il prodotto subisce tre lavaggi successivi in tre vasche distinte riempite d’acqua raffreddata, poi viene asciugato mediante centrifugazione o un tunnel ad aria, sistema brevettato dall’azienda. Successivamente viene avviato con dei nastri trasportatori a due multiteste per la pesatura e al confezionamento in vaschette (flow pack) o in buste. Tutte le linee sono fornite di metal detector e controllo peso con stampante che prevede la possibilità di documentare il lavoro della giornata. Gli impianti sono situati in una struttura completamente coibentata e climatizzata con la possibilità di arrivare ad una temperatura di 2 °C per garantire sin dall’arrivo del prodotto la continuità della catena del freddo. L’impianto frigorifero funziona con i nuovi gas ecologici ed è stata prevista la regolazione entalpica per il risparmio energetico. Le unità di trattamento dell’aria sono tutte in acciaio inox perfettamente sanificabili e la climatizzazione dell’ambiente avviene distribuendo aria attraverso canali di tessuto smontabili e lavabili.

Le tecnologie anti spreco e i loro benefici
La seconda generazione è ancora più attenta alla sostenibilità aziendale: “Abbiamo allestito un sistema per reimpiegare acqua piovana, un impianto fotovoltaico che ci permette di usare solo fonti rinnovabili, un sistema che ripara le serre dalla neve a biomassa legnosa con scarti delle potature”, commenta Alessia. Infine la sorella agronoma Laura ha studiato un impianto di compostaggio con cui l’azienda “chiude il cerchio”, usando gli scarti per concimare. L’impresa è poi dotata di un trattore satellitare, guidabile da remoto che consente di seguire sempre la stessa traiettoria senza danneggiare le piantine.

L’azienda
Nasce nel 1977 l’azienda agricola, a conduzione familiare, dalla vocazione di Francesco Barduca che già dal 1978 inizia a commercializzare i vari tipi di ortaggi di sua produzione. Barduca intuisce presto le potenzialità innovative e commerciali della IV gamma e, a partire dal 1988, l’azienda si propone al cliente con un prodotto pronto all’uso, lavato e confezionato. Nel 1996 viene costituita la società a responsabilità limitata per commercializzare tutto l’anno e in tutta Europa ortaggi da taglio in foglia. Da sempre l’azienda è sensibile al legame con la terra e ha la vocazione per l’ambiente. Dal 1999 ha cambiato rotta ed ha destinato la maggior parte delle risorse aziendali alla produzione ed alla commercializzazione di prodotto biologico. Oggi l’azienda è bio al cento per cento. L’attenzione all’ambiente e alla valorizzazione del territorio sono i principi base per lanciare una gamma di prodotti dal packaging innovativo ed ecologico; oltre che nella GDO Italiana l’azienda commercializza i propri prodotti in Europa: Germania, Francia, Belgio, Svezia, Norvegia, Danimarca, Inghilterra e Grecia.

 

Parmalat: una nuova suite applicativa per la pianificazione commerciale

L’azienda ha adottato la suite applicativa SYNTONIA dell’omonima Division di DSM Group, valorizzando il patrimonio di dati generato dai processi commerciali e promozionali, integrando e snellendo i processi, semplificando le attività, riducendo drasticamente i margini di errore e acquisendo un patrimonio di informazioni univoche, decisive per impostare le migliori strategie di business.

Ce ne parla ai microfoni di Smau TV Davide Andreoli, Direttore Trade Marketing GDO, Sell Out e Analisi di Business di Parmalat Italia.

Archetipo

Archetipo è una start up innovativa padovana specializzata nello sviluppo e nell’applicazione di servizi mediante l’uso professionale di droni. Nasce nel 2015 dall’idea di 5 archeologi professionisti che partendo dal proprio background formativo, hanno indirizzato le specifiche competenze verso lo sviluppo di nuovi sistemi di telerilevamento per ottimizzare il rilievo e la rielaborazione di dati/immagini. Grazie al continuo sviluppo di nuove applicazioni, Archetipo opera in diversi settori svolgendo lavori di rilievo di alta precisione (architettonico, topografico e di infrastrutture), di gestione e monitoraggio territoriale e di monitoraggio ambientale in particolare nel campo dell’agricoltura di precisione.

Arriva Zio Tobia

Agrisophia crea il software che analizza tutti i dati degli allevamenti animali

Fulvio Fileni: «Aprirsi alle nuove tecnologie permette di prendere decisioni corrette in tempo reale»

L’azienda
Startup innovativa nata a settembre 2016, Agrisophia sta realizzando un software che analizza ogni costo di produzione di un allevamento, monitora la temperatura e l’umidità all’interno del capannone, tiene traccia di tutte le terapie e i trattamenti sanitari. Tutti questi dati permettono all’allevatore di monitorare la salute e il benessere degli animali e di  prendere decisioni in tempo reale.

Obiettivo: allevamenti aperti alle innovazioni ed efficient
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«Siamo partiti da una nostra esigenza: siamo allevatori, volevamo avere una struttura flessibile e aperta a tutte le innovazioni per garantire il benessere dell’allevamento, senza tralasciare il controllo di gestione quotidiano» precisa l’amministratore della startup Catia Vignaroli. «Da qui è nata l’idea di creare un software che elabori tutti i dati di un allevamento (consumi mangimi, acqua, terapie farmacologiche) per permetterci di conoscere perfettamente tutti i dati del nostro allevamento, tecnici ed economici, prendere decisioni corrette, risparmiando tempo e denaro» aggiunge Fulvio Fileni, socio di Agrisophia.

Il software analizza i dati e vi dice cosa fare
Grazie alla collaborazione con una software house, che è stata la ricerca più importante di questa innovazione, Agrisophia metterà sul mercato la prima release del software entro dicembre. Continua Fileni: «Funzionerà per tutti i tipi di allevamento animale. Sarà venduto sia ai singoli allevatori sia ai grandi gruppi. I dati potranno essere inseriti dall’allevatore direttamente dallo smartphone oppure dal pc. Un esempio di funzionalità?  Rese del mangime in tempo reale e programmazione del mangime per tutto il ciclo produttivo. Inserendo i dati e le criticità, l’allevatore riceverà tutti gli indici produttivi dell’allevamento evidenziando con allarmi eventuali anomalie.  Potrà inoltre avere un registro dei trattamenti online, evitando di trascrivere a mano, sui registri preposti, tutti i dati per il controllo delle Asl. I grandi allevamenti potranno effettuare il monitoraggio dell’impiantistica. La grande distribuzione potrebbe inoltre utilizzare il software per il controllo di filiera del prodotto come garanzia al consumatore.

Risultati
«Il software, il cui nome potrebbe essere Zio Tobia, è l’ unico software indipendente in grado di dialogare con la Banca Dati Nazionale. In questo caso il software sostituisce il lavoro di una persona.  Per un piccolo allevatore significa ridurre il cartaceo, avere più tranquillità sulle scelte tecniche, conoscere dati su come si muovono mercato e competitor. Il software è semplice e immediato da capire e per utilizzarlo a pieno basterà un periodo di 3-6mesi. Il mio consiglio agli allevatori? Apritevi alle nuove tecnologie, alzate la testa e non rimanere chiusi sul vostro taccuino» conclude Fileni.

Smartisland Group Srl

Smartisland ha sviluppato Smart Farm, un sistema informatico dedicato alle industrie agroalimentari, capace di prevenire eventuali malattie, stress idrici e di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni grazie a fotocamere multispettrali. L’innovativo software di vision farming fornisce alle imprese informazioni su: rese, consumi energetici, analisi dei processi, controllo delle risorse umane e performance finanziarie.

Lattebusche: 60 anni di innovazione e tradizione

Dalla produzione di latte, formaggi, yogurt e gelati al Bar Bianco: la cooperativa lattiero-casearia, da oltre 60 anni punta sull’innovazione per offrire sempre nuovi prodotti ai consumatori. Un investimento continuo che nel tempo ha portato i suoi frutti: oggi Lattebusche ha sei stabilimenti produttivi e un fatturato record di oltre 100 milioni di euro.

Caffini spa: agricoltura di precisione e realtà aumentata per un’agricoltura 4.0

L’azienda è presente sul mercato da oltre 90 anni, specializzandosi, nella produzione di atomizzatori, polverizzatori e nebulizzatori. Oggi la Caffini spa continua ad investire nella produzione e nello sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie. Tra le recenti innovazioni un nuovo sistema di teleassistenza e tracciabilità una nuova app, scaricabile gratuitamente su smartphone, che consente di offrire assistenza operatore da remoto.

International Award 2019 – idee innovative e tecnologie per l’agribusiness

Fino al 31 marzo 2019 è aperto il bando per partecipare all’International Award 2019 “Idee Innovative e Tecnologie per l’Agribusiness” realizzato da UNIDO ITPO Italy, in collaborazione con il Future Food Institute. Il bando internazionale è volto all’individuazione delle migliori idee e tecnologie innovative nel settore agribusiness che possano essere implementate nei paesi in via di sviluppo.

Premio Innovazione Smau: Aperta la call per le tappe del Roadshow 2019

Riparte il Roadshow Smau 2019 che quest’anno toccherà le città di Palermo, Londra, Bologna, Berlino, Milano, Genova e Napoli. Sul sito di Smau è possibile candidarsi al Premio Innovazione Smau. Il premio è rivolto a tutte le aziende della domanda che hanno realizzato un progetto di innovazione.

 

 

 

 

 

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